I piedi questi sconosciuti

Ciao sono Marco Martini,

oggi voglio parlarvi dei piedi e di come utilizzarli nello sci.

Normalmente nelle scuole vengono proposte lezioni basate su posizioni ed azioni statiche (busto a valle, braccia avanti, ecc….) senza dare spazio allo sviluppo delle azioni propriocettive e sensoriali dell’allievo.

Per noi l’apprendimento parte dai piedi, da ciò che loro percepiscono…..

……quindi voglio stare avanti sugli sci? sento il carico sull’ avanpiede; sono troppo indietro? me lo dice il carico sul tallone; ho bisogno di presa di spigoli? sento le parti laterali dei piedi; devo cambiare spigoli? da dove parto? ……..  DAI PIEDI!!!!!!

Ora leggetevi questo articolo:

Il piede, nel corso dell’evoluzione che dura da circa 350 milioni di anni, per le esigenze sorte nell’assunzione della stazione eretta e della deambulazione bipodale, ha acquisito, quale caratteristica umana peculiare e differenziale, l’attitudine all’irrigidimento ovvero alla coesione intersegmentale.E’ dai riflessi estero-propriocettivi che nascono le rappresentazioni mentali (engrammi) che consentono la nascita di abilità motorie complesse ma non solo, azioni e movimenti hanno un ruolo centrale nei processi di rappresentazione mentale, a partire dalla fase embrionale. L’embrione, infatti, è innanzitutto un organismo motorio. Nella fase embrionale, in quella fetale e in quella della prima infanzia, l’azione precede la sensazione: vengono compiuti dei movimenti riflessi e poi se ne ha la percezione a livello cerebrale. Le funzioni motorie e il corpo, spesso considerati entità inferiori e subordinate alle attività cognitive sono invece all’origine di esse, incluso lo stesso linguaggio che forma la nostra mente e nostri pensieri. La propriocezione rappresenta quindi “la coscienza di sè”, perdere il controllo sul proprio corpo significa, di conseguenza, perdere il controllo sui propri pensieri ed emozioni. “Essere” e “funzionare” sono inscindibili.
“Muscoli, tendini, capsule, legamenti sono organi di senso e organi di moto, impegnati nella ricezione della stimolazione ambientale prima che nell’effettuazione della risposta di moto…il senso non può giammai dissociarsi dal moto” (R. Paparella Teccia, 1988).
Normalmente la quantità di fibre nervose sensitive presenti in un nervo supera di gran lunga quelle motorie (nel nervo tibiale ad es. la proporzione fra esse è di ca. 3 a 1), ciò sta anche a indicare l’importanza che l’organismo riserva al sistema di feed-back. Inoltre ricerche sulla corteccia motoria hanno dimostrato che essa è organizzata non tanto in base alle aree topografiche corporee quanto piuttosto relativamente a specifici movimenti corporei complessi indirizzati nello spazio verso un obiettivo definito. Da ciò ne consegue che un movimento eseguito immaginando (visualizzando), ad es., di afferrare, respingere o disegnare un oggetto coinvolge il sistema nervoso molto più dello stesso gesto eseguito solo meccanicamente, stimolando e sviluppando in tal modo la propriocezione di quella specifica articolazione o area corporea; ciò risulta ovviamente importante ai fini rieducativi.


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